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di Cinzia Perfetto – Chi ha qualche anno in più si ricorderà di una trasmissione televisiva intitolata “Scene da un matrimonio”, un programma che raccontava i diversi modi di organizzare e di festeggiare il matrimonio secondo le tradizioni rispettate nei diversi punti della penisola italiana. Tempo fa i rotocalchi televisivi hanno di nuovo trasmesso un matrimonio, ma non per raccontarne il fasto e la sontuosità, ma semplicemente per mostrarne l’essenza e il valore. E’ l’unione di una coppia abruzzese, che dopo aver perso tutto (casa, lavoro, qualche familiare o amico), ha voluto ugualmente rispettare la data fissata per le nozze: c’era solo una coccarda attaccata fuori la loro tenda a testimoniare l’evento. Un oggetto dall’aspetto insignificante, ma ricco di valori, quegli stessi valori che dovrebbero rappresentare ogni matrimonio e che purtroppo sono andati persi nella notte dei nostri tempi. Fino alla notte del 5 aprile non si sentiva parlare che di crisi… crisi… CRISI! L’uomo, l’unico essere artefice del proprio destino, era diventato l’ignara vittima dell’incertezza e della neo-depressione economico-finanziaria. Il popolo abruzzese, invece, la vera vittima impotente di fronte alla tremenda forza della natura, ha saputo dimostrare una composta dignità ed un coraggio insito in ogni uomo, il quale purtoppo si è piegato alla fiacchezza che va tanto di moda negli ultimi tempi. E’ proprio vero quel detto: “si stava bene quando si stava peggio”… Possibile che solo nelle difficoltà più estreme, l’uomo sappia tirare fuori la forza di cui è capace? Al pari di quanto abbia scosso la terra, così il terremoto ha saputo scuotere la coscienza dell’uomo, quasi a volerne confermare le origini dettate in quel “polvere sei e polvere (terra) ritornerai”. Ognuno si è sentito tremare insieme alla terra ed è per questo che c’è stato quel fiume infinito di solidarietà, quell’amore per il proprio simile proveniente da ogni luogo e da ogni classe sociale. Forse perché una tragedia del genere “livella” e rende tutti uguali, senza risparmiare nessuno. Per questo, un’esperienza del genere non può e non deve essere dimenticata! Anche quando un giorno da quelle macerie risorgerà la vita, ci auguriamo che quella coccarda rimanga suggellata nella nostra memoria, di modo che non si possa ricadere in quel torpore in cui l’uomo ama tanto crogiolarsi per poi lamentarsi di tutto ciò che gli accade intorno.

[versione integrale dell'articolo pubblicato su "ConSenso" n.1]

La vicina Frattamaggiore sperimenta insieme a poche città italiane, l’uso di un ufficio postale “no cash”, ossia dove si possono effettuare i pagamenti solo mediante moneta elettronica (bancomat, carta di credito, carta prepagata).

Di seguito l’annuncio su poste.it

L’ufficio postale diventa no cash, senza contanti
11 mag 2009

Avviata la sperimentazione in otto città italiane. Pagamenti solo con Postamat, Bancomat, carta di credito e Postepay.

Arrivano gli uffici postali “no cash”, ovvero gli uffici senza contante. Dall’11 maggio prossimo Poste Italiane avvierà la sperimentazione di un modello rivoluzionario di ufficio postale nel quale tutti i prodotti e i servizi potranno essere pagati solo con moneta elettronica: Postamat e Bancomat, carte di credito o carte prepagate come la Postepay di Poste Italiane.

La fase test sarà realizzata in otto uffici postali italiani presenti in zone ad alta densità commerciale, professionale residenziale: a Corsico (Milano), Venezia-Mestre Firenze, Isola Del Liri (Frosinone), Frattamaggiore (Napoli), Mugnano di Napoli, Bari e Palermo. Negli uffici saranno disponibili tutti i servizi, sia postali (raccomandate, pacchi, invio corrispondenza ecc.) sia finanziari (bollettini, bonifici ecc) e saranno accettate solo carte di pagamento.

Lotta al contante. Obiettivo degli uffici postali no cash è migliorare ulteriormente il livello del servizio in termini di professionalità delle risorse e di qualità delle dotazioni tecnologiche, incentivare l’uso dei sistemi di pagamento alternativi al contante, in armonia con il progetto Sepa (Single Euro Payments Area – area unica dei pagamenti in euro) sostenuto dalla Banca d’Italia, che mira a estendere il processo di integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante. Poste Italiane già da tempo ha accolto gli inviti delle istituzioni governative nazionali e comunitarie ad allineare il Paese al resto d’Europa in termini di penetrazione degli strumenti innovativi di pagamento ed è impegnata in iniziative di war on cash forte della propria leadership nell’emissione di carte di pagamento (oltre 11 milioni) e della propria presenza capillare sul territorio.

Più sicurezza e efficienza nelle operazioni. L’uso dei sistemi di pagamento alternativi al contante è anche un importate strumento per garantire maggiore sicurezza, evitando il rischio di rapine, ma servirà anche a garantire una più elevata efficienza e semplificare delle attività operative dell’ufficio postale.

Chi utilizzerà il nuovo ufficio postale. La sperimentazione del nuovo tipo di ufficio postale ha l’obiettivo di migliorare lo standard qualitativo del servizio a beneficio dei cittadini e della piccola e media impresa. A questi, il nuovo ufficio offrirà un ambiente personalizzato con un livello di riservatezza ancora più elevato. Accanto al direttore dell’ufficio postale ed agli sportellisti, nel nuovo ufficio opererà infatti personale formato appositamente per la clientela retail e per la piccola-media impresa.

Accesso solo con la carta elettronica. L’ingresso all’ufficio postale sarà consentito solo attraverso l’utilizzo di tessere: un lettore ottico collocato all’esterno dell’ufficio permetterà l’ingresso ai titolari di Postamat, Bancomat, prepagata Postepay oppure carta di credito emessa da qualsiasi istituto di credito.

imagesTutti i cittadini della Campania, le associazioni di volontariato iscritte all’albo regionale e nazionale della Protezione Civile e le parrocchie della Campania possono raccogliere e consegnare carta e cartoni, imballaggi di plastica, di vetro, di alluminio e di acciaio direttamente ai Centri di Raccolta allestiti presso le piattaforme convenzionate con il Consorzio Nazionale Imballaggi (Conai), ricevendo in cambio un corrispettivo!

Di seguito i termini in cui si articola il progetto “Campania Pulita”:

- Il decreto legge n. 172 del 6 novembre 2008 e successiva ordinanza n. 3715 consentono ai cittadini campani di consegnare singole tipologie di imballaggi usati presso strutture identificate ottenendo un corrispettivo economico commisurato ai quantitativi conferiti.

- CONAI ha predisposto, in collaborazione con i Consorzi di Filiera, la Protezione Civile e la struttura Commissariale, un programma per rendere operative 15 piattaforme dal 9 dicembre, e le restanti 13 entro il 31 dicembre.

- Il progetto prevede che i singoli cittadini/associazioni/parrocchie possano conferire, presso aree delimitate delle piattaforme individuate coi Consorzi di Filiera, i propri rifiuti di imballaggi (acciaio, alluminio, carta, plastica e vetro) fino a un massimo di 100 kg/giorno pro-capite.

- I cittadini dovranno conferire il materiale pulito e, ove possibile, ridotto in volume separatamente per ciascun materiale in giorni e orari predefiniti: 
    martedì, giovedì – ore 14.00 – 17.00;
    sabato ore 9.00- 13.00

Al momento del conferimento il materiale verrà pesato con apposite bilance, e il cittadino potrà così ricevere uno scontrino che attesta l’avvenuta consegna e i kg di materiale conferito. Ciò gli darà diritto a ricevere un riconoscimento economico, stabilito nel 70% in valore di quanto pattuito nell’Accordo Quadro ANCI-CONAI in vigore per i relativi materiali.

Corrispettivi per ogni 100 kg di materiale consegnato:

ACCIAIO: 5,63
ALLUMINIO: 28,80
CARTA: 1,84
PLASTICA: 18,93
VETRO: 2,17

Visualizza il centro di raccolata più vicino a te: campania_pulita_pieghevole

Per maggiori informazioni www.emergenzarifiuticampania.it – Call Center 081.2444081

UN MONDO PULITO NON HA PREZZO.I TUOI RIFIUTI SI’.
CI GUADAGNI TU. CI GUADAGNA L’AMBIENTE. CI GUADAGNA IL FUTURO!

Il Tar Campania accoglie di nuovo l’istanza di sospensiva a favore della Eurocompost “fino al completamento del recupero dei materiali già presenti nello stabilimento” , concedendo al perito nominato dal tribunale altri 30 giorni, al fine di espletare tutte le operazioni peritali; riguardo all’ASL, invece,  il suo compito di vigilare sul processo produttivo, viene prorogato per altri 20 giorni.

Tale decisione si rende necessaria, secondo il TAR, anche a causa “dell’inerzia della Pubblica Amministrazione in ordine alla vicenda in questione”, oltre che per permettere al suddetto Perito di completare il proprio operato… a questo punto ci si chiede, a chi si riferisce il TAR quando parla di Pubblica Amministrazione? Al Comune? Alla Provincia o alla Regione? Come si fa a parlare di inerzia se è proprio contro questi Enti che si è fatta opposizione? Infatti, l’azienda ha chiesto l’intervento del TAR proprio contro il Comune di Orta di Atella, la Provincia di Caserta, la Regione Campania, l’ASL Caserta 2, il Ministero della Difesa e Comando Generale dei Carabinieri e l’ARPA Campania!

Non resta che attendere il 2 Luglio, data in cui se ne discuterà il merito. Nel frattempo la cittadinanza avrà di che lamentarsi, soprattutto in vista dell’innalzamento delle temperature e dell’avvento della bella stagione. Una cosa è certa: l’inerzia non potrà essere attribuita anche alla popolazione. E’ rimasta, infatti, troppo scottata dall’esperienza della scorsa estate. Si prevedono, quindi, numerose proteste e malcontento.

 

Visualizza sentenza

Necrologi

manifesto-funerario-ortese

E’ del 27 marzo il decreto emanato dal TAR di Napoli in merito al ricorso richiesto dalla Eurocompost contro i provvedimenti emanati a suo carico.

Ne pubblichiamo una parte [Fonte: www.giustizia-amministrativa.it]:

Visto il ricorso ed i motivi aggiunti, con i relativi allegati;

VISTA l’ordinanza collegiale n. 108/2009 con la quale è stata disposta la riunione dei tre ricorsi nn. 159/2009 – 172/2009 – 173/2009;

VISTI i decreti presidenziali resi “inaudita altera parte” con i quali è stata sospesa l’efficacia dei provvedimenti impugnati con i tre ricorsi principali < ai soli fini del recupero dei materiali già presenti nello stabilimento>,

VISTI i motivi aggiunti depositati il 26.03.2009 in relazione ai tre ricorsi ed aventi ad oggetto l’annullamento del Decreto Dirigenziale n. 38 del 18.03.2009 adottato dalla Giunta della Regione Campania – Settore Provinciale Ecologia, Tutela Ambiente, Disinquinamento e Protezione civile – Caserta il quale denega alla ricorrente l’autorizzazione alla continuazione delle emissioni in atmosfera e vieta alla stessa la prosecuzione delle emissioni suddette e di tutti gli atti presupposti e consequenziali;

VISTA la nota con la quale il Consulente tecnico di ufficio ha fatto presente che l’attuale chiusura dell’impianto di fatto impedisce il compimento delle operazioni affidate;

VISTA il verbale della ASL in data 18.03.2009 dal quale emerge che allo stato le riscontate maleodorante non sembrano provenire dallo stabilimento Eurocompost,

PRESO atto del fatto che alcuni dei difensori delle parti resistenti nei loro scritti hanno riconosciuto la necessità di completare per evidenti ragioni di igiene e sicurezza il ciclo di lavorazione dei materiali presenti nello stabilimento,

RITENUTO che, pertanto, occorre, da una parte, sollecitare la verifica circa la provenienza della maleodoranze e, dall’altra parte, anche al fine di prevenire ulteriori e più gravi danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini, adottare in via di urgenza le misure idonee ad assicurare la prosecuzione della lavorazione dei soli materiali già presenti nell’impianto,

CONSIDERATO che l’udienza pubblica per l’esame nel merito dei ricorso è stata già fissata per il 2 luglio 2009,

 

 

P.Q.M.

ORDINA

al funzionario ASL responsabile del procedimento di depositare una documentata relazione in ordine agli ulteriori e doverosi accertamenti compiuti al fine di stabilire l’effettiva provenienza delle maleodoranze; a tali fini, gli assegna il termine di giorni cinque decorrente dalla data di notificazione della presente a mezzo fax a cura della parte ricorrente,

AUTORIZZA

la proroga di giorni 30 del termine già assegnato al Consulente tecnico di Ufficio,

DISPONE

la sospensione in via cautelare e di urgenza di tutti gli atti impugnati, ivi inclusi quelli oggetto dei motivi aggiunti, ai soli fini del completamento del recupero dei materiali già presenti nello stabilimento e sotto la diretta sorveglianza dei funzionari della USL,

FISSA

per il giorno 9 aprile 2009 la camera di consiglio nel corso della quale saranno esaminate le nuove domande cautelari proposte attraverso i motivi aggiunti,

(…)

Così deciso in Napoli il giorno 27/03/2009.

 

La città è il luogo in cui vivi,

dove passeggi coi tuoi figli,

ogni strada, ogni via ti appartiene

è il tuo luogo quotidiano

ove ogni giorno ne respiri l’aria

ne contempli il paesaggio

ne condividi l’esistenza.

 

E’ come la tua casa

Ti rappresenta

E come l’abito che porti

non permettere che sia macchiato

con cumuli di sacchetti sparsi qua e là

 

Se continui a buttare il sacchetto

in orari e in giorni non consentiti

nessuno lo ritirerà, rimarrà lì

a sporcare l’immagine della tua città

 

Impegnati, invece, a separare la CARTA dalla PLASTICA

il VETRO dall’UMIDO

affinché rimanga quel po’ di INDIFFERENZIATA

Non abbandonare l’INGOMBRANTE giù casa tua,

o peggio, nelle campagne, già così martoriate

soffocate da cumuli di rifiuti

non più in grado di partorire un’aria e dei frutti sani

 

Non guardare gli altri che sbagliano

perché ci può essere un altro che guarda te

e allora sarai responsabile anche per il suo errore

 

perciò, se vuoi una città differente, DIFFERENZIA!!!

iedidia

Mentre ieri il TAR ha sospeso nuovamente l’ordinanza comunale n° 72 del 17/11/2008, che intimava la chiusura all’Eurocompost, oggi presso la provincia di Caserta – Settore Ecologia, è stata scritta una pagina importante per tutti i cittadini che da anni stanno lottando contro la piaga delle emissioni maleodoranti presenti sul territorio.

Molte le parti intervenute al dibattito. Oltre al titolare dell’azienda (E. Mormile) con il suo legale Anita Taglialatela, erano infatti presenti i rappresentanti dei Comuni di: Orta di Atella, Succivo, Sant’Arpino, Crispano, Frattaminore, Caivano e Marcianise. Presenti anche rappresentanze della Provincia di Caserta, dell’ARPAC e dell’UOPC ASL CE/2. Sono intervenute anche associazioni quali il Comitato Ortanuova, rappresentati da S. Pezzullo e l’Ing. E. Fumo, Legambiente e il Comitato Ad opponendum. Il primo ad essere interrogato è stato l’ARPAC, il quale ha dato immediatamente parere negativo adducendo la non idoneità dell’impianto all’abbattimento delle emissioni maleodoranti. Ha inoltre ribadito che la salute umana ha la priorità su tutto e che il concetto di salute riguarda anche lo stato di benessere psico-fisico dell’individuo: e ciò non potrebbe avvenire se l’azienda continuasse ad operare! Anche l’ASL, la provincia di Caserta e le rappresentanze dei Comuni presenti hanno espresso parere negativo adducendo le stesse motivazioni, soprattutto in seguito al fatto che quando l’impianto non è in attività, non si avvertono gli odori nauseabondi. Il legale della Eurocompost ha contestato i pareri espressi dalle Amministrazioni presenti alla conferenza, facendo presente che l’azienda ha ottenuto nuovi finanziamenti per l’adeguamento degli impianti. Ma il Presidente della seduta ha precisato che la Conferenza è stata indetta per dare parere sull’impianto esistente, non su quelli a venire presenti su progetti prospettati.

Soddisfatti i membri di Ortanuova per il risultato ottenuto: “Finalmente un segno importante. Anche se non riusciamo a capire come sia possibile che il TAR, dopo la sentenza espressa il 5 febbraio scorso, abbia di nuovo sospeso l’ordinanza comunale n° 72 (vedi decreto). Come è stato ampiamente ribadito, la salute psico-fisica dei cittadini ha la priorità in assoluto su tutto e gli enti preposti non possono ignorarlo. Oltre a presentare le memorie tecniche stilate dall’Ing. Fumo – che ringraziamo di cuore per l’impegno profuso in questa vicenda – abbiamo anche presentato le 1.660 firme, con le quali abbiamo reso testimonianza dell’assenza della puzza quando l’impianto non ha operato.”

Sono stati in centocinquanta a protestare presso la sede del TAR, giovedì 5 febbraio, data in cui è stata fissata la Camera di Consiglio chiamata a decidere se confermare o no la sospensiva all’ordinanza comunale emessa contro la Eurocompost, l’azienda ritenuta responsabile delle esalazioni nauseabonde presenti sul territorio di Orta di Atella e dei Comuni limitrofi. C’erano anche dei cittadini della vicina Caivano, anch’essa infestata da anni da questa piaga, che sembra non dover finire mai. Questo il discorso letto dagli organizzatori della protesta, il Comitato Ortanuova:

“Stamattina siamo qui, noi cittadini di Orta di Atella e di Caivano, per esprimere il nostro disagio causato delle esalazioni nauseabonde presenti da anni sul nostro territorio e per le quali le istituzioni non hanno ancora trovato una soluzione definitiva. Siamo ormai diventati un popolo senza diritti e senza libertà, poiché ci viene negato il diritto di vivere all’aria aperta: la nostra terra è invasa da un fetore stomachevole che ci impedisce anche di tenere le finestre delle nostre case aperte.

Gli organi competenti quali l’ASL e l’ARPA, insieme ai Comuni interessati e alla Provincia di Caserta hanno individuato come responsabile di queste esalazioni la EUROCOMPOST, alle quali più volte sono state riscontrate irregolarità nel funzionamento del suo impianto e per le quali è stato oggetto più volte alla chiusura del suo stabilimento. Ebbene, ogni volta che ne è stata intimata la chiusura, prontamente il TAR ha sospeso tali ordinanze rifacendosi a regole per lo più amministrative. MA  I GIUDICI NON POSSONO LIMITARSI A GIUDICARE SOLO CIO’ CHE E’ MERAMENTE TIPICO DEL DIRITTO  AMMINISTRATIVO, MA OGNI DIRITTO SI RIFA’ AI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE, NELLA QUALE SONO TUTELATI TUTTI QUEI DIRITTI FONDAMENTALI PER LA DIGNITA’ UMANA. E NOI RITENIAMO CHE, OGNI QUALVOLTA CI VIENE IMPEDITA LA NOSTRA LIBERTA’ PERSONALE DI RESPIRARE ALL’ARIA APERTA , TALI DIRITTI CI VENGONO NEGATI!!!

Per questo facciamo appello ai giudici affinché nel decidere lo facciano sapendo che dal loro provvedimento dipende il destino di migliaia di famiglie, le quali nell’ultima estate sono state costrette a barricarsi in casa. Molti bambini sono stati portati in ospedale per il bruciore alla gola e per gli attacchi di vomito.

Siano consapevoli che la loro scelta non può limitarsi a tutelare l’interesse del singolo a discapito di un’intera collettività!

NOI VI INVITIAMO A VISITARE LE NOSTRE TERRE QUANDO SONO INFESTATE DA QUESTE ESALAZIONI! VI INVITIAMO A RESPIRARE A PIENI POLMONI CIO’ CHE NOI SIAMO COSTRETTI DA ANNI AD INALARE QUOTIDIANAMENTE!!!

DECIDETE CON COSCIENZA E CON SAGGEZZA!!! UN VERO GIUDICE NON PUO’ ESIMERSI DAL PRENDERE IN CONSIDERAZIONE TUTTI GLI ASPETTI CONSEQUENZIALI DELLE PROPRIE DECISIONI!!!”

Numerose sono state le manifestazioni di solidarietà da parte dei passanti che, chiedendo il motivo per il quale si era lì a manifestare, prontamente esprimevano il loro consenso alla legittimità della protesta.

“Anche se il nostro appello cadrà per l’ennesima volta nel vuoto, noi continueremo”-  fanno sapere da Ortanuova –   “Diverrà una protesta perenne, fino a quando non si troverà una soluzione definitiva! Non possiamo rimanere inerti di fronte all’ingiustizia che siamo costretti quotidianamente a subire ogni volta che arriva la puzza”

A breve anche il Comune di Orta di Atella aderirà per prendere in consegna le richieste del bonus energia, una misura varata nella Finanziaria dell’anno scorso che non era andata ancora a regime.

Esso è offerto a chi è titolare di un’utenza domestica con potenza non oltre i 3 kW, che siano in stato di disagio economico (con ISEE non superiore ai 7500 euro) e/o disagio fisico (solo per alcune categorie di disabili che siano costretti ad usare apparecchiature elettromedicali).

Per richiedere quello del 2008 c’è tempo fino al 31 marzo.

Per ulteriori informazioni e scaricare i moduli della domanda clicca qui

Il Comitato Ortanuova sta organizzando una manifestazione di  protesta presso il TAR di Napoli il prossimo 5 febbraio, data in cui è prevista la Camera di Consiglio, indetta per discutere in merito alla riapertura dell’opificio indicato dalle istituzioni come quello responsabile delle esalazioni nauseabonde presenti sul nostro territorio.

La manifestazione, aperta a tutti, ha lo scopo di dimostrare alle istituzioni che i cittadini ortesi vigilano costantemente e non accetteranno soluzioni che rappresentino passi indietro sulla volontà di tutela e salvaguardia dell’aria che respiriamo. 

Il raduno è previsto presso il Campo Sportivo di Orta di Atella non oltre le ore 9,00: è obbligatoria la prenotazione da fare presso la sede de Comitato Ortanuova, di modo da quantificare il numero dei partecipanti ed i pullman da mettere a disposizione per condurre il corteo presso la sede del TAR di P.zza Municipio, a Napoli.

Per la copertura delle spese è previsto un contributo di 2 € a persona da corrispondere all’atto della prenotazione. Il rientro è previsto per le ore 14,00.

“Chiunque volesse far sentire la propria voce ed il proprio disagio, è invitato a partecipare. Si puo negoziare su tutto, ma non sull’aria che respiriamo noi ed i nostri figli.”

Complice il cattivo tempo, è stata annullata la manifestazione prevista per oggi presso il Comune di Orta di Atella, da parte delle mamme anti-puzza. Ma una delegazione del Comitato Ortanuova è stata comunque ricevuta dall’ Ing. Palermiti per discutere dell’annoso problema ortese, a cui sembra impossibile scrivere la parola fine. L’opificio in questione infatti, ha ottenuto l’accoglimento alla sospensiva da parte del TAR dell’ordinanza comunale del 17 novembre scorso, che aveva intimato la chiusura dello stabilimento, fino a quando non se ne discuterà alla Camera di Consiglio del TAR.

Il Comune ha preso atto del disagio dei cittadini causato dal ritorno della puzza. Proprio stamattina, infatti, nell’aria era presente un fetore forte ed insopportabile. Ma la terna commissariale ha fatto sapere che adotteranno tutti i provvedimenti possibili del caso, ma prima si vuole attendere la decisione definitiva del TAR, prevista per il prossimo 5 febbraio.

Un capitolo quindi, che rimane costantemente aperto: “I cittadini non sono più disposti a compromessi di nessun genere”- dichiara un rappresentante del Comitato Ortanuova –  “Hanno perso la fiducia nelle istituzioni, che continuano a permettere che venga lesa la loro libertà e dignità. Sono stanchi di questo eterno ping pong tra Comune e TAR, il quale prende solo decisioni in merito a fatti amministrativi, trascurando diritti ben più importanti, come quelli fondamentali della dignità umana, contenuti nella Carta Costituzionale e che dovrebbero ispirare qualsiasi decisione giurisprudenziale, sia essa amministrativa, civile o penale.”

Ricomincia la protesta a Orta di Atella. E’ prevista infatti una manifestazione contro la puzza per martedì 27 gennaio. Ad organizzarla è stato il Comitato Ortanuova, che fino al 5 febbraio, data in cui è prevista la Camera di Consiglio al TAR, non rimarrà con le mani in mano. I protagonisti del corteo saranno principalmente le mamme, il cui slogan è: “NON C’E’ BELVA PIU’ FEROCE DI UNA MAMMA CHE PROTEGGE IL PROPRIO FIGLIO!”. Non è la prima volta che le mamme sono chiamate a fare da portavoce a ragazzi e bambini ortesi, i quali continuano a esprimere il loro disagio verso un problema a cui, purtroppo, gli adulti non hanno saputo, o voluto, trovare ancora una soluzione. Già lo scorso 22 settembre, infatti, si creò una manifestazione spontanea da parte di mamme e studenti, che inaugurò poi la settimana della protesta continua davanti all’ingresso dell’opificio, ritenuto responsabile delle esalazioni nauseabonde oggetto della protesta. E’ prevista una partecipazione di 800 – 1000 persone, che in gruppo si recheranno davanti al Comune di Orta di Atella, ove è previsto il sit-in. Si invita tutta la cittadinanza a partecipare per far sapere alle Istituzioni che non sono disposti a trascorrere un’altra estate come quella precedente, in cui si era costretti a barricarsi in casa, senza poter godere dell’aria aperta.

La Eurocompost, l’azienda indicata dalle istituzioni come la responsabile delle esalazioni nauseabonde, non potrà più dire di non essere la causa del fetore che i cittadini ortesi ricordano bene e che ha interessato il loro territorio fino al 17 novembre scorso, data in cui fu emessa ordinanza di chiusura da parte del Comune nei confronti dell’opificio per la presenza di ammoniaca nell’aria rilevata dall’ARPA di Caserta. Ed infatti, da questa mattina, da quando ha ripreso la sua attività, è ricomparso quel fetore ripugnante, quella condanna infinita dei cittadini ortesi, costretti a espiare chissà quali colpe per essere stati condannati ad un girone infernale come questo, che li riporta sempre allo stesso punto: ricorso al TAR, riapertura e ricomparsa della puzza!

Ed è con provvedimento n° 9802 che il TAR ha sospeso l’ultima ordinanza comunale “ai soli fini del recupero dei materiali già presenti presso lo stabilimento, fino alla Camera di Consiglio che si terrà il 5 febbraio 2009”. Era rimasto, infatti, del materiale in giacenza non ancora lavorato, precisamente 4650 mc secondo l’azienda, e considerando che in un giorno riesce a lavorarne solo 30 mc, ha chiesto una riapertura di 160 giorni lavorativi (circa 200 giorni naturali consecutivi).

Ma i cittadini non ci stanno; dure le reazioni del Comitato Ortanuova: “Vigileremo notte e giorno affinché non arrivino altri camion con altro materiale da smaltire! Ci hanno detto che costa troppo smaltire questo materiale altrove, ma noi riteniamo che la salvaguardia della nostra salute e del nostro territorio non ha prezzo!

Faremo di nuovo appello al Presidente della Repubblica! Invitiamo tutti i cittadini ad unire di nuovo le forze perché ricomincia una nuova battaglia!”

avatar2Chi frequenta il sito internet del Comune di Orta di Atella (clicca qui), ha potuto facilmente constatare che è stato istituito (seguendo la  linea di altre pubbliche  amministrazioni) un servizio di e-government, ossia un servizio di consultazione anagrafica on line… Peccato però, che a tutt’oggi non sia ancora entrato in vigore! Eppure, l’avviso pubblico dice chiaramente che dal 27 dicembre 2008 è possibile registrarsi nel sito di modo da poter ricevere la password per permettere l’utilizzo di tale servizio! Ed infatti, il sito permette la registrazione, ma della password…. nemmeno l’ombra!!! (o meglio, nemmeno un bit!!!)

(visualizza l’avviso)

Ora ci si chiede, ma tale servizio viene pagato dal Comune alla softwerehouse, o gli addetti che lo gestiscono??

Eppure, non si parla di un servizio in via di sperimentazione, ma che è già bello disponibile!!!

Speriamo se ne faccia chiarezza e che non rimanga il solito servizio fantasma presente solo nei verbali e nei libri contabili di una Pubblica Amministrazione!

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