ALESSANDRA TOMMASINO Toni concitati e attacchi politici. Un largo fronte del no e strenua difesa dell’«accusato». L’audizione della commissione Ambiente del consiglio regionale svoltasi ieri sul caso EUROCOMPOST, l’azienda che ad Orta di Atella produce concimi attraverso il trattamento di pollina e frazione umida dei rifiuti, si è svolta in un clima incandescente. Da un lato la rabbia dei cittadini che, nel palazzo F8 del centro direzionale di Napoli, hanno manifestato senza mezzi termini il disagio legato ai miasmi riconducibili alla fabbrica incriminata; dall’altro la fermezza del titolare dell’azienda, Emilio Mormile, che ha ribadito l’assenza di collegamenti fra l’EUROCOMPOST e l’aria irrespirabile. Tra i due fuochi, i consiglieri regionali della provincia casertana Nicola Caputo, Angelo Brancaccio e Giuseppe Stellato che faranno parte della sottocommissione costituita ad hoc per verificare lo stato attuale ed esprimersi sul destino dell’azienda, attualmente sottoposta a chiusura con un’ordinanza della commissione prefettizia. A rappresentare l’ente comunale, l’ingegnere Ernesto Palermiti. «Bisogna innanzitutto giungere ad una definizione certa del tipo di attività svolta dall’EUROCOMPOST – ha sottolineato il tecnico – dopodiché ci si dovrà pronunciare sulla compatibilità urbanistica dell’insediamento, che attualmente si trova in zona agricola». «Nessuna incertezza sul tipo di attività – ha replicato Mormile – il processo produttivo è sempre lo stesso e non è certo per la nostra azienda che ad Orta e dintorni c’è la puzza, ma per le discariche abusive di cui è disseminato il territorio». Convinzione in contrasto con i pareri dell’Asl e dell’Arpac, che invece un legame con il trattamento di materia organica lo avrebbero indicato. Ma in contrasto soprattutto con i cittadini che, guarda caso, quando l’impianto è inattivo, la puzza non la avvertono. «Non saranno tutti pazzi – ha commentato il presidente della commissione Ambiente Michele Ragosta – i cittadini il problema ce l’hanno e dall’azienda mi sarei aspettato una maggiore apertura, non la posizione di rigetto di ogni responsabilità». «I Mormile – hanno accusato Arturo Vislino e Sossio Pezzullo del comitato ”Orta nuova” – continuano a dire che la loro azienda ha ottenuto il plauso di grandi esperti ambientali provenienti da tutto il mondo, ma intanto ad Orta e nei paesi limitrofi resta la puzza. Noi – hanno annunciato a nome dei cittadini – siamo disposti ad arrivare in qualsiasi sede istituzionale, ministero compreso, pur di avere giustizia». A sedere al fianco di ”Orta nuova”, anche il comitato ad opponendum, nato come costola del Pd. Non sono mancate le tensioni fra i due gruppi di protesta, con accuse di strumentalizzazioni mosse da ”Orta nuova” ai veltroniani. Qualche incomprensione politica si è registrata con Brancaccio che ha puntato il dito contro Caputo per aver acceso i riflettori sul caso EUROCOMPOST attraverso la convocazione dell’audizione e con le accuse rinviate al mittente con l’invito ad evitare sterili polemiche. Piccole divergenze che tuttavia non hanno fatto altro che confermare l’elevata attenzione che al momento suscita il caso dell’azienda ortese. Sulla questione si ritornerà a discutere in data da designare coinvolgendo anche i sindaci dei comuni interessati dai miasmi. E intanto, nell’attesa di altri eventi, il Comune dovrà affrontare una nuova emergenza: la giacenza di rifiuti umidi rimasti all’interno dell’azienda dopo la traumatica chiusura avvenuta nel giro di 24 ore. Probabilmente per smaltire la materia prima stoccata nel sito produttivo, su indicazione dell’Asl si dovrà consentire un’apertura provvisoria dell’azienda.
Da “Il Mattino” di Caserta sul caso Eurocompost
17 Dicembre 2008 di iedidia (amm.re sito)